titolo:INTER-N-AZIONE (installazione)
data:2/12/1995
luogo:NOCERA (SA)-Ospedale Psichiatrico V. Emanuele II

AZIONE INTERNA NEI LUOGHI DELL'ESCLUSIONE

Gli altri partecipanti sono: Mimmo Casale, Corradino D'Elia, Antonio Eusebio, Giulia Fortunato, Frame Dada, GiovanniFrancoArtista, Mirella Monaco, Bianca Perrucci.
Il progetto prevede un work in progress di 12 ore sul posto a contatto con il pubblico e gli utenti dell'ospedale.

È presente una sezione di FAX-ART. I fax sono esposti in una sala in ordine di arrivo. Partecipano tra i tanti Natale Cucciniello(Na), Oracle 90(Rm), Massimo De Felice(Rm).

Quella che segue è la presentazione di Alfonso Amendola.


INTER-N-AZIONE O DEL FRAMMENTO IN PROGRESS
RIFLESSIONI IN MARGINE AD UN'AZIONE-EVENTO

"L'arte può cessare d'essere un rapporto sulle sensazioni per diventare una organizzazione diretta delle sensazioni superiori. Si tratta di produrre noi stessi, non delle cose che ci assoggettino".
Guy Ernest Debord

Entrare nei luoghi del disagio nel tentativo di ripensare i luoghi dell' "A"rte.
L'idea che caratterizza il progetto di sperimentazione artistica di Intern-azione è quella della frammentazione.
I frammenti dell'azione-evento, vanno letti (visti, avvicinati, attraversati, interpretati) come parte di un ampio ed organico mosaico visivo, (giocato come work in progress e capace di sintetizzare forme e visioni espressive: installazioni, performance, musica, action-painting, composizioni, diapositive). Una frenetica esplosione di espressioni tra loro iterattive, sinestetiche e simultanee.
Il mosaico espressivo di Intern-azione si compone lentamente. In progress, appunto.
Intern-azione è un segno (sono segni) che rimanda(no) ad una totalità dell'arte ormai dispersa frantumata, ad una compattezza mancata, ad una piena corporeità rap-presentata attraverso segmenti, appunti, margini, segnali, "materiali minimi" scriverebbe Dorfles (da qui l'idea di iterazione con il pubblico, con gli ospiti e con chiunque voglia raccogliere i frammenti della composizione visionaria e creativa di Intern-azione).
Il frammento è quella parte del discorso che può esser rappresentato solo attraverso il dettaglio, l'abbozzo, il "lavoro in corso". Parlo di discorso perché "Discursus indica, in origine, il correre qua e là, le mosse, i passi, gli intrighi"1 che Intern-azione vuol seguire.
L'uso dei termini proposto è tendenzialmente improprio, ma l'uso/abuso delle categorie "frammento", "dettaglio", "segno", "segmento", è da intendersi nella interpretazione più semplice ed immediata, minimale quasi. Omar Calabrese2, ad esempio, analizza il dettaglio (dal francese "de-tail"= tagliare da) e il frammento (dal latino "frangere"= rompere) da un punto di vista etimologico e rappresentativo, analizzandoli praticamente come due estetiche ben definite, due poetiche autonome, leggibili soprattutto come contrapposizione e differenza. Il taglio e la frattura.
L'azione-evento elaborata da Intern-azione è nelle poetiche del postmoderno (dove il termine, tra odio e amore, al meglio "designa lo stato della cultura dopo le trasformazioni subite dalle regole dei giochi, della scienza, della letteratura e delle arti a partire dalla fine del XIX secolo (...) Semplificando al massimo, possiamo considerare postmoderna l'incredulità nei confronti delle metanarrazioni"3).
Scomparsa (definitivamente?) la sacralità e la tensione all'unicità (all'aura) dell'arte, le esperienze della sperimentazione artistica contemporanea (verso cui Intern-azione vuol specchiarsi) vivono e si "realizzano" sotto il segno forte del rimando, della totalità spezzata (spazzata), della frattura concettuale. Il progetto di Intern-azione è per un'arte sociale, per la contaminazione e per l'abbandono dei luoghi canonici dell'arte. Intern-azione diventa un contenitore di corpi (di tutti i corpi), di immagini, suoni, proiezioni, oggetti, sguardi. Una nuova "grammatica" espressiva caratterizzata da esplosioni, irruzioni, tagli, ri-composizioni, ritorni. Un grande laboratorio della creatività. Il mosaico totale dell'azione-evento segue una linea poetico-rappresentativa dominata dal flusso, dallo spostamento e dalla ripetizione. Work in progress.

Note
1) Roland Barthes Frammenti di un discorso amoroso, Torino, 1979, p.5.
2) Omar Calabrese "Dettaglio e frammento" in L'età neobarocca, Bari, 1989, pp.73-95.
3) Jean-Francois Lyotard La condizione postmoderna, Milano, 1981, p.51.


Il progetto di M.N. prevedeva la costruzione di un labirinto/cervello nel vialetto porticato che attraversava un giardino e terminava all'ingresso del padiglione detto "centro sociale" dove erano presenti le altre istallazioni.
Il labirinto era costruito con fogli di plastica bianca tenuti da cavi di corda tesa tra il colonnato del portico. All'ingresso sarebbero stati distribuiti dei pennarelli per poter scrivere messaggi/pensieri sulle pareti bianche.
Durante la costruzione della sruttura, mentre si tendeva l'ultima corda, l'intera struttura labirintica interna crollò.
Il progetto iniziale fu abbandonato, rimasero solo le pareti esterne mentre al centro di questa area chiusa furuno ammassati tutti i fogli di plastica bianca e su questi delle arance, cadute dagli alberi circostanti, tagliate e dipinte all'interno con colori fluorescenti. A fine serata le pareti erano piene di messaggi e disegni fatti sia dagli utenti che dai visitatori.