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titolo:DE RERUM HUMANITATIS (libro in copia unica) data:13-20/12/1993 luogo:WIELSBEKE (Belgio)-André Demedtshuis data:29/1-27/2/1994 luogo:OSTENDA (Belgio)-Gallerie De Peperbusse |
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Libro e infinito. Una dualità che
si snoda e riannoda continuamente. Ma quale può essere il limite della lettura?
E' la lettura del libro a provocare la risonanza animica? Inoltre, la scrittura,
qualsiasi scrittura (la scrittura è segno, come la pennellata sulla tela, la
scalpellata sulla pietra, la linea tracciata dal mouse nel monitor), collega
neuroni e forma sinapsi, è percezione teoretica, festa dell'osservare, luogo
conviviale per il guardare e il pensare, per l'olfatto e il tatto? E', insomma,
danza per la mente erotizzata e per il corpo intellettualizzato? Si attende
ancora un ego deflorato da Eros (che irraggia da sé luce intellettuale d'amore),
uno Zarathustra che danzi.
Il libro come oggetto che apre al mondo tuttavia segna anche il confine tra l'immediato disordine delle percezioni e l'organizzazione logica delle stesse. Ed è proprio intorno al problema di quale logica presieda a questa organizzazione che è necessaria una riflessione.
L'invenzione di Gutenberg ha originato un preciso metodo di conoscenza: la pagina bianca definita da un numero di righi e di battute è un calco spazio/temporale che ha incubato in sè una gnosi applicabile soltanto mediante analisi e classificazioni. Un tale metodo conoscitivo ha modificato il rapporto dell'uomo con la realtà circostante producendo una visione del mondo meccanicistica e razionalistica. La mente ha subito una cristallizzazione per cui ha incominciato a interpretare l'immediatamente sensibile secondo precisi rapporti, aderendo alle formule teoretiche della geometria euclidea, emarginando così ogni altro possibile esperire, ogni facoltà che si proponesse estranea ad una gnoseologia apparentemente chiara e distinta. Mentre si può supporre che nei libri trascritti dagli amanuensi la pagina ornata da disegni (vedi ad esempio il libro di Lindsfarne) doveva stimolare stati alterati di coscienza in cui le decorazioni agivano da supporti immaginativi finalizzati alla produzione di scarti psichici: allucinazioni, visioni, estasi.
La differenza posta tra il libro a stampa e il libro manoscritto ricalca la diversità tra la mente cartesiana e la mente estetico/estatica, quest'ultima da valutare per l'estrinsecarsi delle potenzialità espressive dell'umano quali la creatività, la logica poetica e lirica, il profetismo e la veggenza. Je est autre.
Le atrofizzazioni di queste attitudini hanno lentemente causato un disarmo della mente per cui essa riceve indistintamente grossi quantitativi di informazioni completamente inutili per lo sviluppo bio-psichico umano.
La creazione di Gutenberg si inserisce pienamente nelle cause d' impoverimento mentale dell'uomo e ambientale della Terra. La liberazione dalle pietrificazioni della modernità, dalle inibizioni volontarie individuali, dai condizionamenti collettivi potrà permettere di riutilizzare la complessa funzionalità della mente.
Il "De Rerum Humanitatis" è la prima fase di una catarsi percettiva, un diverso uso del libro onde ritrovare una nuova verginità, offre la possibilità di bagnarsi nuovamente nella fonte di Canato in modo da detergere la mente dal sovraccarico informativo e favorire una rinnovata porosità intellettuale,un pensiero sovrarazionale, plurale, sincronico, sferico, sintetico.
Antonio Marmo