titolo:PERCEZIONI CROMOFONICHE (installazione)
data:4/6/1991
luogo:ROMA-European Art Festival
data:7/12/1991
luogo:CALCATA (VT)-Interzone events-Altroquando
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Vengono proposte le cromofonie frattali; a Roma durante la performance di Vinil Art di Nino La Torre, mentre a Calcata prima del concerto Most Significant Beat: Beat Encoding.
UN PARTICOLARE UNIVERSALE
"Dove il mondo cessa di essere il palcoscenico delle nostre speranze e dei nostri desideri per divenire l'oggetto della libera curiosità e della contemplazione, lì iniziano l'arte e la scienza. Se cerchiamo di descrivere la nostra esperienza all'interno degli schemi della logica, entriamo nel mondo della scienza; se, invece, le relazioni che intercorrono tra Ie forme della nostra rappresentazione sfuggono alla comprensione razionale e pur tuttavia manifestano intuitivamente il loro significato, entriamo nel mondo della creazione artistica. Ciò che accomuna i due mondi è l'aspirazione a qualcosa di non arbitrario, di universale" (Einstein).
Quella tra arte e scienza è una membrana dalla forte osmosi. Lasciandoci alle spalle le suggestioni che popolano l'immaginario fin dalle più lontane sperimentazioni alchemiche, individuiamo una connotazione contemporanea dell'immagine nel suo rapporto con la scienza: la sinteticità.
"Immagini", rappresentazioni e interpretazioni di oggetti e ambientazioni, figure iperreali, composizioni astratte.
"Sintetiche", create dal nulla, attraverso l'utilizzazione cristallina di modelli matematici costruiti ad hoc.
"L'immagine sintetica" diventa luogo di cofronti serrati, di ambiguità ed equivoci, un luogo, cioè, in cui si confrontano le incompetenze di due discipline sempre troppo distanti tra loro; il tutto giocato sul terreno sdrucciolevole della "tecnologia", vera e propria "arte applicata" della scienza (Valerio Eletti, XLII Biennale Arte).
Un terreno su cui sta operando Machina Nefastis laboratorio di ricerca multimediale. Si tratta di una "macchina virtuale, una metafora, un ideale macchina magica che assorbe, rielabora ed assembla elementi di un universo frammentato, tesa in una continua ricerca del punto di unione tra caos e armonia: linea di confine instabile sempre in movimento, movimento che genera energia".
L'indagine e la proposta di Machina Nefastis parte dai frattali, curve matematiche caratterizzate dall'autosomiglianza interna (ogni parte risulta simile all'intero); definiscono geometricamente fenomeni e forme naturali, apparentemente caotici, che la geometria euclidea non riesce a definire. L'arte frattale utilizza la geometria frattale come strumento necessario alla decodificazione delle forme proprie della natura e delle dinamiche estetiche generate dal caos. Per Machina Nefastis non si tratta di una mera esperienza estetica, bensì di un "diagramma concettuale trasversale alla sperimentazione multimediale". Allora le diapositive trattate con fantasmagorica cromaticità proiettano nella mente visioni non appartenti al patrimonio della memoria e non facilmente catalogabili secondo acquisiti parametri estetici. Al di là della suggestione analitica o del confronto ludico con altri percorsi artistici, si avverte il disagio di dover accettare come parte di un assetto matematico (o comunque appartenente alla scienza, che fino ad oggi si è considerato un campo del reale estraneo al precipuo artistico) quella pioggia lustrale di immagini, segnata proprio dalla fluidità e colta in uno degli infiniti attimi di un'inarrestabile molteplicità. A questo spettacolo, già in sé capace di ribaltare i ponti dell'inconscio, si aggiungono i suoni partoriti dalla casualita computerizzata. Il tutto genera le "cromofonie frattali", quale veicolo di percezione dell'irregolarità e dell'autosomiglianza dell'universo:"Ogni frammento d'onda cromofonica simile al complesso di onde generate dall'intera installazione, realizzata con la proiezione di fluidiformi e suoni che tramite "ingrandimeti" ci fanno cogliere l'autosomiglianza interna".
Su questo campo della sperimentazione artistica c'è una riflessione significativa di Pierre Restany: "I frattali hanno sconvolto il dominio della sintesi di immagini dei computers, essendo il loro principio di omotetia interna interpolabile fino all'infinitamente piccolo, ogni ingrandimento fa apparire nuovi dettagli, relativamente simili, perchè autosimilari, ma sempre imprevedibili, perchè aleatori. L'immagine frattale contiene in sé l'insieme dei parametri che condizionano l'adattamento dell'occhio dello spettatore" (da "Natura Cultura", di Sergio lagulli).
Dunque, l'oggetto concreto della sua irregolarità puo essere tirato fuori dal nascondiglio e introiettato. Machina Nefastis, nell'assorbire frammenti di universo aleatorio, trasforma se stessa diventando, a sua volta, oggetto frattale. Scopre, così, la propria self-similarity, ogni minuto ingranaggio risulta l'immagine ridotta dell'intera macchina.
Claudio Caserta in L'IMMAGINE IL SILENZIO - RIPOSTES - SALERNO